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Vendita dei beni demaniali postunitari di Nola – 1865-1879 (ebook)

 LA VENDITA DEI BENI DEMANIALI IN PERIODO POSTUNITARIO NEL CIRCONDARIO DI NOLA
(1865-1879)

 

festa dei gigli 2013 nola

di Olindo Isernia
1. Terre alienate e dimensioni dei lotti
La massa dei terreni demaniali posti in vendita nel circondario di Nola col ricorso ordinario all’asta pubblica non fu particolarmente consistente. Le alienazioni interessarono poco più di quattrocento ettari (in cifra esatta 406.05.46), ripartiti in centotrentatrè lotti.
Le dimensioni alquanto ridotte delle vendite qui avvenute rispetto a quelle degli altri circondari sono messe bene in luce anche dal dato percentuale che indica che soltanto il 4,13 per cento di tutte le terre di qualità demaniali alienate nella provincia appartenevano al circondario di Nola.
Questa ridotta entità delle terre era, però, compensata, come si vedrà, dalla superiore qualità e perciò dal maggior valore che esse avevano nei confronti di quelle più abbondanti, ma più scadenti di alcuni circondari interni della provincia o di qualche specifico comune in cui fu registrato un numero record di vendite (1). E’ significativo, perciò, che, a vendite concluse, mentre, per esempio, il costo medio di ciascun ettaro nel circondario di Piedimonte di Alife superò di poco le 1.000 lire (L. 1.062) e nel comune di Sessa (circ. di Caserta, 1.015 ettari di terreno alienati) si attestò a malapena intorno alle 869 lire, nel circondario di Nola, in presenza di incrementi degli originari prezzi di asta più o meno stabili, esso risultò superiore di più di tre volte (L. 3.633).
Presso a poco la metà dei terreni effettivamente alienati (195 ettari) era concentrata – come mostra la tabella che segue – nel comune capoluogo di Nola. Tutti gli altri comuni presentavano, invece, misure di gran lunga più ridotte, racchiuse tra quella massima di Marigliano e Cicciano (26 ettari) e quella minima di Visciano, inferiore all’ettaro.

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Vendita beni demaniali post unitaria Nola

mauro nemesio rossi

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