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Per una storia ravvicinata del brigantaggio in Terra di Lavoro (ebook)

soldati antibrigantaggio

di Olindo ISERNIA

Ad una considerazione pacata e lontana da sterili ideologismi e revisionismi a senso unico, è impossibile non riconoscere che il brigantaggio postunitario fu un fenomeno di particolare complessità, per il notevole numero delle componenti che vi concorsero, e, perciò, non riconducibile entro schemi riduttivi e semplicistici. I giudizi spesso marcatamente discordanti, quando non addirittura di segno completamente opposto, che vengono espressi sul suo conto, scaturiscono proprio in conseguenza di questa sua natura composita. Essendo essi, di regola, il risultato del privilegio accordato, in misura predominante o totale, esclusivamente ad una o qualcuna delle sue interne motivazioni, a discapito di una valutazione il più possibile omnicomprensiva, finiscono spesso, soprattutto a livello di storiografia locale, per porre in rilievo del brigantaggio soltanto l’elemento ritenuto predominante, a discapito di tutti gli altri,  ai quali è riservata, al massimo, una collocazione più o meno marginale.

A seconda del punto di vista da cui si guarda al brigantaggio, possono, perciò, emergere letture e valutazioni oscillanti di questo fenomeno, paradossalmente tutte vere, nella loro parzialità ed unilateralità. Perché il brigantaggio, con le dovute distinzioni   di   tempi  e  di  luoghi,   comprese,   infatti,  in   sé, tutti insieme, sostegno alla causa legittimistica e avversione alla causa unitaria, rivolta sociale e delinquenza comune, guerra civile e repressione militare, occasione di vendette private1 e di violenza, quest’ultima non di rado efferata e perpetrata indistintamente da entrambe le parti. Una valutazione più ravvicinata e specifica del fenomeno, così come si manifestò nella provincia di Terra di Lavoro, potrà risultare, da questo punto di vista, quanto meno utile.

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Per una lettura ravvicinata del brigantaggio postunitario in Terra di Lavoro

memoriecasertane

Pubblicato da memoriecasertane

Studia alla facoltà di ingegneria, ma successivamente si laurea in scienze politiche alla Federico II di Napoli. Assunto alla Olivetti di Ivrea si interessa di organizzazione aziendale e in analisi del costo del lavoro. Giornalista pubblicista e fotografo, è originario di una nobile famiglia Casoriana appartenente al casato dei Casarusso. Spilla d'oro Olivetti è stato insignito della stella al merito del lavoro dal presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, Cavaliere della repubblica ed Ufficiale della Repubblica, vive e lavora a Caserta. Esperto di economia e strategia aziendali ha pubblicato per l'istituto tecnico industriale "Villaggio dei Ragazzi" il volume "Introduzione alla Vita d'azienda" 1973; "Le multinazionali verso un codice di condotta" 1979 ed è stato presidente del consorzio di Imprese Elinte scarl dalla sua nascita fino al 2002. Fonda e pubblica nel 1980 la rivista nazionale "Fotografia Comparata" a cui collaborano studiosi e docenti universitari. Nel 1988 registra al tribunale di Santa Maria Capua Vetere per la cooperativa "mediterranea" il quindicinale "il Corso" un periodico di attualità e di storia casertana. La Fiaf Federazione Italiana associazioni fotografiche lo nomina Benemerito della Fotografia Italiana, stesso attestato gli arriva dall'Anaf Associazione Nazionale Arte Fotografiche. Quale reporter realizza servizi per il quotidiano "il diario" sul terremoto del 1980 e successivamente è inviato al seguito del contingente Italiano In Libano nella missione di pace nel novembre del 1983 dove conosce Oriana Fallaci e l'attuale senatore Sergio De Gregorio allora free lance ed impegnato in un servizio per il settimanale "Oggi". Per il quindicinale di attualità e storia locale "il Corso", nato nel 1988, e per diversi giornali ha intervistato e fotografato molti personaggi di spicco della vita Italiana: dal critico d'arte Antonello Trombadori al pittore Remo Brindisi.. ed inoltre: il Filosofo Massimo Cacciari, Pino Rauti, Giulio Andreotti, Gianfranco Fini, l'attore Giancalo Giannini , il Pasquale Squittieri e tanti altri. Sue mostre personali di Fotografia sono state organizzate a Sorrento, Bergamo, Brescia, Ancona, Caserta, Napoli. Ha lavorato per "Napoli Notte", "il Diario", "il Giornale di Caserta" ed attualmente collabora per le pagine culturali ed attualità del quotidiano Corriere di Caserta. Ha pubblicato per il Corriere di Caserta a puntate la storia di Terra di Lavoro durante il fascismo da cui ha tratto il Dvd "Antonio Ricciardelli racconta".

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