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Per una critica del capitalismo. La via social-liberale di Ernesto Rossi

DIEGO LAZZARICH

 

Ernesto Rossi
1. Nel panorama intellettuale italiano, quella di Ernesto Rossi è senz’altro una figura molto importante, per senso critico, rigore e onestà intellettuale. Ricco di queste doti, egli non smise mai di interrogarsi e interrogare i nodi problematici del mondo che lo circondava con spigolosa serietà. Dal suo impegno giovanile come antifascista, al lavoro di saggista, fino all’attività più matura di editorialista, Rossi dimostrò sempre una coerenza e una libertà di pensiero non propriamente comuni in Italia. Ed è per questo motivo che non si può che esaminare con grande interesse la critica che Rossi svolse nel corso della sua vita nei confronti del capitalismo in generale e del capitalismo italiano in particolare. Un interesse dettato destato anche dal fatto che Rossi era un convinto liberale, nonché strenuo sostenitore dell’idea del libero mercato.
Oggi più che mai, pertanto, ha senso andare a vedere quale fu la critica di Rossi al capitalismo, che cosa pensò di dover criticare di un sistema economico in cui in larga parte si riconosceva. Oggi più che mai, si diceva, perché attualmente siamo in una fase storica complessa, in cui il collasso del modello politico ed economico comunista, nell’ultimo decennio degli anni Novanta del Novecento, ha lasciato nel mondo un unico grande sopravvissuto, il modello politico-economico liberal-capitalista1, il quale però, a distanza di vent’anni dalla sua ‘vittoria’ storica, ha iniziato a mostrare pesanti segni di collasso sia sul versante politico, con la crisi del modello rappresentativo, sia su quello economico, con le drammatiche crisi economico-finanziarie che hanno colpito l’Occidente a partire dal 2008.
Di fronte alla crisi degli ultimi anni del modello liberal-capitalistico, in molti ambienti intellettuali si assiste a una sorta di smarrimento della Sud e Nord nel Mondo capacità critica per mancanza di un modello teorico di riferimento. La caduta dalla galassia sovietica ha sicuramente depotenziato il carico ideale del modello critico marxista, così come, dall’altro lato, la crisi del sistema capitalistico, proprio nel momento storico di assenza di soggetti antagonisti, ha posto seri interrogativi sulle ricette formulate in questi anni dai teorici liberali. L’analisi del capitalismo di Ernesto Rossi, pertanto, può aiutarci a individuare una strada alternativa attraverso cui formulare una nuova critica del modello economico-politico attualmente egemone.
2. La prima riflessione organica che Rossi ha dedicato a questo tema …..

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Ernesto Rossi - Nord e sud

memoriecasertane

Pubblicato da memoriecasertane

Studia alla facoltà di ingegneria, ma successivamente si laurea in scienze politiche alla Federico II di Napoli. Assunto alla Olivetti di Ivrea si interessa di organizzazione aziendale e in analisi del costo del lavoro. Giornalista pubblicista e fotografo, è originario di una nobile famiglia Casoriana appartenente al casato dei Casarusso. Spilla d'oro Olivetti è stato insignito della stella al merito del lavoro dal presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, Cavaliere della repubblica ed Ufficiale della Repubblica, vive e lavora a Caserta. Esperto di economia e strategia aziendali ha pubblicato per l'istituto tecnico industriale "Villaggio dei Ragazzi" il volume "Introduzione alla Vita d'azienda" 1973; "Le multinazionali verso un codice di condotta" 1979 ed è stato presidente del consorzio di Imprese Elinte scarl dalla sua nascita fino al 2002. Fonda e pubblica nel 1980 la rivista nazionale "Fotografia Comparata" a cui collaborano studiosi e docenti universitari. Nel 1988 registra al tribunale di Santa Maria Capua Vetere per la cooperativa "mediterranea" il quindicinale "il Corso" un periodico di attualità e di storia casertana. La Fiaf Federazione Italiana associazioni fotografiche lo nomina Benemerito della Fotografia Italiana, stesso attestato gli arriva dall'Anaf Associazione Nazionale Arte Fotografiche. Quale reporter realizza servizi per il quotidiano "il diario" sul terremoto del 1980 e successivamente è inviato al seguito del contingente Italiano In Libano nella missione di pace nel novembre del 1983 dove conosce Oriana Fallaci e l'attuale senatore Sergio De Gregorio allora free lance ed impegnato in un servizio per il settimanale "Oggi". Per il quindicinale di attualità e storia locale "il Corso", nato nel 1988, e per diversi giornali ha intervistato e fotografato molti personaggi di spicco della vita Italiana: dal critico d'arte Antonello Trombadori al pittore Remo Brindisi.. ed inoltre: il Filosofo Massimo Cacciari, Pino Rauti, Giulio Andreotti, Gianfranco Fini, l'attore Giancalo Giannini , il Pasquale Squittieri e tanti altri. Sue mostre personali di Fotografia sono state organizzate a Sorrento, Bergamo, Brescia, Ancona, Caserta, Napoli. Ha lavorato per "Napoli Notte", "il Diario", "il Giornale di Caserta" ed attualmente collabora per le pagine culturali ed attualità del quotidiano Corriere di Caserta. Ha pubblicato per il Corriere di Caserta a puntate la storia di Terra di Lavoro durante il fascismo da cui ha tratto il Dvd "Antonio Ricciardelli racconta".

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