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La nascita di Confindustria Caserta

pozzuoli 9bis
Tra i principali compiti che si è fatto carico il Museo Dinamico della Tecnolgia Adriano Olivetti, prima assuluto nell’Italia Meridionale, e sorto grazie alla volontà del presidente della provincia Domenico Zinzi che si è avvlaso della progettualità del CeSAF Maestri del Lavoro d’Italia, c’è quello di ricostruire la memora storica della Industrializzazione di Terra di Lavoro.
Un lavoro non di poco conto su cui si impegneranno la Seconda Università di Napoli, studiosi e stagisti nonchè i vari Istituti secondari superiori collegati all’associazone degli Insigniti dal presidente della repubblica.
Quello che riportiamo sono le prime fasi dell’immediato secondo dopoguerra, quando Caserta mortificata dal fascismocon la cancellazione della sua provincia, ripercorreva i primi passi della ricostruzione e creando quelli organismi datoriali che dovenvano diventare avere una propria specificità.
Confidustria Caserta, così come la si conosce oggi, nasce nel 1945 da una suddivisione della APICAP che venne alla luce prima che la guerra finisse il 20 febbraio 1944.
APICAP era l’acronimo di Associazione provinciale industriali, commercianti, agricoltori e professionisti, il primo presidente fu il duca Enrico Caltemario di Quadri, e la sede provvisoria era in via Loreto (oggi via De Martino) e poi al Corso Umberto (attualmente Corso Trieste), nello studio di un dentista richiamato alle armi, e poi ancora in Via Verdi, “in tre stanze sinistrate dalle imposte senza vetri”.
Prima gli industriali di Caserta facevano parte dell’Unione Industriali Fascisti della Provincia di Napoli.
Dai documenti riportati in alcune pubblicazioni risulta che la prima riunione del Comitato esecutivo si svolse in casa Catemario, in via Loreto. Con il duca Enrico, vi parteciparono il dott. Antonino Bologna, il dott. Gaetano Condurso, l’ing. Luigi D’Onofrio, il dott. Nicola Durante, il rag. Andrea Calmieri, il comm. Vincenzo Pepe, il prof Ciro Vaccaro e Luigi Veccia. Segretario verbalizzante è l’avv. Mario Biggiero.
Il 1945 l’anno della costituzione dell’Associazione industriali della provincia di Caserta che si stacca così, almeno dal punto di vista organizzativo, dall’APPIAP , l’originaria APICAP la cui denominazione era stata mutata per comprendere anche la categoria degli artigiani. E’ il 23 agosto. L’assemblea approva anche lo statuto ed elegge, dimissionario il duca Catemario per trasferimento, il dott. Antonino Bologna a presidente. Segretario designato il dott. Luigi Testi.
Si ricostituisce la Confederazione Generale dell’Industria italiana e, come quella di Caserta, anche altre Associazioni territoriali. Ma alcune già operano da anni, quella di Monza ad esempio. Nel maggio, gli industriali mugnai e pastai della “zona casertana”, presidente Vincenzo Pepe, si erano dimessi dall’Unione industriali di Napoli per aderire all’APPIAC di Caserta.
Nell’anno successivo, a gennaio, l’Associazione dirama il primo numero del proprio notiziario a stampa. Il fondo comune di L. 323.158 viene diviso tra le Associazioni degli industriali, degli agricoltori e dei commercianti in ragione, rispettivamente, di L.139.020, 93.120 e 91.020 lire. Il primo bilancio prevede entrate per Lire 487.000. Con un ordine del giorno di protesta, viene chiesto un contributo assicurativo e previdenziale unico e contenuto in limiti meno gravosi, rivendicando il diritto di rappresentanza dei datori di lavoro negli istituti previdenziali e assicurativi e viene altresì sollecitata l’istituzione a Caserta delle sedi provinciali dell’INPS e dell’INAM.
Gli uffici si trasferiscono da via Verdi al Corso Umberto 88 (oggi Corso Trieste 86), in locali più idonei. La nuova sede si componeva di sei vani; i servizi igienici erano in comune con l’Associazione dei commercianti e con quella degli agricoltori nei cui uffici si accedeva attraverso un terrazzino.
Compongono il Consiglio direttivo, oltre al presidente Bologna, l’avv. Salvatore Maione, il cav. Nicola Anzivino, il rag. Vincenzo Russo, l’ing. Marco Antonio Fusco, il cav. Antonio Del Prete, Elia Vitale e Angelo Mandato.
Nell’agosto del 1947 si costituisce in forma autonoma l’Associazione degli artigiani della provincia di Caserta, retta da un proprio statuto. Per motivi di carattere economico viene ospitata negli stessi locali dell’Associazione industriali che poi lascerà, nel 1978, per trasferirsi in altra sede.
In data 6 novembre, l’assemblea degli industriali approva un nuovo statuto – si tratta della prima modifica – più rispondente alle esigenze dell’Organizzazione.
Nel consiglio direttivo entra il comm. Gino Fulgeri.
Arriva anche il primo significativo atto di riconoscimento del grado di rappresentatività della categoria da tempo propugnata: la Camera di Commercio, Industria e Agricoltura richiede all’Associazione la segnalazione di una terna di nominativi per la nomina del rappresentante nel Collegio dei revisori dello stesso ente camerale. L’evento viene salutato con legittima soddisfazione dagli industriali. E’ il 1948.
La provincia di Caserta ricostituita operava in modo autonomo anche se con una superficie ridotta rispetto al quella originaria del 1807, dal primo settembre del 1945.
Da allora le cose non sono cambiate di molto, e Confindustria giustamente è ancora protagonista nella gestione della Camera di Commercio.

mauro nemesio rossi

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