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La liquidazione dei terreni demaniali in Terra di Lavoro Piedimonte Matese (ebook)

Vendite nel circondario di Piedimonte ed Alife

di Olindo Isernia

Introduzione

La questione demaniale nella sua complessa articolazione (demanio antico, demanio comunale, Asse ecclesiastico) è sempre stato uno dei temi di cui si è occupato con maggiore frequenza la storiografia meridionale.

Si può dire, però, che il prevalere di alcuni schemi interpretativi, basati per lo più sui dati generali e sui valori riassuntivi tramandati dalla vecchia bibliografia, ha finito per accreditare, senza distinzione, la tesi negativa, divenuta ben presto dominante, che le operazioni demaniali dopo l’Unità sottrassero nel Mezzogiorno capitali all’agricoltura e favorirono, a spese delle grandi masse contadine, grosse operazioni di concentrazione fondiaria.

Un simile giudizio complessivo (di fronte al quale sta l’altra valutazione di segno opposto, che assegna alla liquidazione della questione demaniale un ruolo positivo soprattutto perché determinò il passaggio della proprietà della terra nelle mani di coloro che soli erano capaci di iniziativa economica) anche a distanza di anni continua a mostrarsi vitale e ad essere ancora recepito, semmai con qualche modifica qua e là, nell’impianto di opere storiche di carattere generale più recenti[1].

E’ evidente che, per la mancanza di un numero adeguato di studi particolari su entità territoriali ristrette (province e regioni), si continua a restare prigionieri di conclusioni troppo generali e resta elusa l’esigenza di una conoscenza meglio differenziata, che tenga, cioè, conto di tutti quegli elementi distintivi e specifici, che possono aver caratterizzato una zona a differenza di un’altra.

Ora, soltanto il ricorso alle analisi condotte sulle singole circoscrizioni può servire a delineare un quadro più vario e dettagliato dell’intera operazione, attraverso una più minuziosa collazione e valutazione dei dati riguardanti, area per area, l’entità delle vendite effettuate, la superficie alienata a privati, le categorie sociali di appartenenza degli acquirenti e i loro legami col settore primario, le ripercussioni determinate nell’economia agraria.

Eppure, che fosse questa la strada giusta da seguire era stato dimostrato già qualche tempo addietro da due lavori: quello del Ricchioni sulle quotizzazioni nel Comune di Noci (Bari) e quello del Colapietra sulle vendite dei terreni della Chiesa circoscritte ad un’intera regione[2]. Essi ebbero il merito di evidenziare come le quotizzazioni, oltre a favorire il sorgere di una serie di piccole aziende a conduzione diretta, conferirono impulso a lenti processi di trasformazione colturale (Ricchioni); e, nel procedimento delle vendite, di cogliere le differenze che intercorsero tra le varie zone a caratteristiche diverse esistenti in Abruzzo, non mancando altresì di individuare, in modo più concreto, i gruppi sociali da cui provenivano gli acquirenti ed evidenziando, in particolare, il ruolo ricoperto dalla classe politico-amministrativa (deputati, sindaci, assessori, consiglieri provinciali e comunali) nell’intera vicenda (Colapietra).

 


[1] E.Sereni, Il capitalismo nelle campagne, Torino 1947 (tesi negativa); M.Rossi Doria, L’evoluzione delle campagne meridionali e i contratti agrari, in “Nord e Sud”, 1955 (tesi positiva); B.Clough, L. De Rosa, Storia dell’economia italiana dal 1861 ad oggi, Bologna 1971; G.Pescosolido, Storia e società 1870-1898, in “Storia dell’Italia contemporanea”, a cura di R.De Felice, Napoli 1976.

[2] V.Ricchioni, Studi storici di economia dell’agricoltura meridionale, Firenze 1952; R.Colapietra, Gli acquirenti dei beni ecclesiastici in Abruzzo dopo l’Unità, in “Annali di storia economica e sociale”, VII (1966). Di un certo interesse anche A.Cestaro, Aspetti della questione demaniale nel Mezzogiorno, Brescia 1963.

 

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LA LIQUIDAZIONE DEI TERRENI DEMANIALI IN TERRA DI LAVORO DOPO L’UNITA’

memoriecasertane

Pubblicato da memoriecasertane

Studia alla facoltà di ingegneria, ma successivamente si laurea in scienze politiche alla Federico II di Napoli. Assunto alla Olivetti di Ivrea si interessa di organizzazione aziendale e in analisi del costo del lavoro. Giornalista pubblicista e fotografo, è originario di una nobile famiglia Casoriana appartenente al casato dei Casarusso. Spilla d'oro Olivetti è stato insignito della stella al merito del lavoro dal presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, Cavaliere della repubblica ed Ufficiale della Repubblica, vive e lavora a Caserta. Esperto di economia e strategia aziendali ha pubblicato per l'istituto tecnico industriale "Villaggio dei Ragazzi" il volume "Introduzione alla Vita d'azienda" 1973; "Le multinazionali verso un codice di condotta" 1979 ed è stato presidente del consorzio di Imprese Elinte scarl dalla sua nascita fino al 2002. Fonda e pubblica nel 1980 la rivista nazionale "Fotografia Comparata" a cui collaborano studiosi e docenti universitari. Nel 1988 registra al tribunale di Santa Maria Capua Vetere per la cooperativa "mediterranea" il quindicinale "il Corso" un periodico di attualità e di storia casertana. La Fiaf Federazione Italiana associazioni fotografiche lo nomina Benemerito della Fotografia Italiana, stesso attestato gli arriva dall'Anaf Associazione Nazionale Arte Fotografiche. Quale reporter realizza servizi per il quotidiano "il diario" sul terremoto del 1980 e successivamente è inviato al seguito del contingente Italiano In Libano nella missione di pace nel novembre del 1983 dove conosce Oriana Fallaci e l'attuale senatore Sergio De Gregorio allora free lance ed impegnato in un servizio per il settimanale "Oggi". Per il quindicinale di attualità e storia locale "il Corso", nato nel 1988, e per diversi giornali ha intervistato e fotografato molti personaggi di spicco della vita Italiana: dal critico d'arte Antonello Trombadori al pittore Remo Brindisi.. ed inoltre: il Filosofo Massimo Cacciari, Pino Rauti, Giulio Andreotti, Gianfranco Fini, l'attore Giancalo Giannini , il Pasquale Squittieri e tanti altri. Sue mostre personali di Fotografia sono state organizzate a Sorrento, Bergamo, Brescia, Ancona, Caserta, Napoli. Ha lavorato per "Napoli Notte", "il Diario", "il Giornale di Caserta" ed attualmente collabora per le pagine culturali ed attualità del quotidiano Corriere di Caserta. Ha pubblicato per il Corriere di Caserta a puntate la storia di Terra di Lavoro durante il fascismo da cui ha tratto il Dvd "Antonio Ricciardelli racconta".

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