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Il comando tedesco lascia Caserta

Tedeschi firmano la resa in Palazzo Reale
Tedeschi firmano la resa in Palazzo Reale

di Olindo Isernia

I ripetuti terrificanti bombardamenti alleati che si abbatterono sulla città di Caserta tra l’agosto e il settembre 1943, oltre a seminare terrore e morte tra la popolazione civile, ebbero anche l’effetto di costringere il Comando di zona tedesco di stanza in Città a battere in ritirata con un certo anticipo sui tempi preventivati. In ottobre, infatti, il maggiore Waechter e i suoi uomini se ne partivano dalla Città, lasciando definitivamente Villa Palmieri, sul corso Umberto (oggi corso Trieste), dove era la sede del Comando. La villa, che era rimasta gravemente danneggiata dalle bombe, che ne avevano scoperchiato completamente il tetto, era fornita di un ricovero sottostante, profondo oltre trenta metri e provvisto di luce elettrica e telefono, dove era stato allestito un vero e proprio ufficio sotterraneo. In questo rifugio, dopo la partenza del Waechter e dei suoi uomini, furono rinvenuti, oltre ad attrezzature per uffici e ad un’intera biblioteca da campo con molti libri di propaganda, anche una grossa cassa ripiena di festoni made in Germany. La presenza di queste decorazioni si spiegava, come ebbe modo di testimoniare anche il custode di Villa Palmieri, col fatto che i tedeschi ritenevano certa la loro permanenza a Caserta per Natale e intendevano organizzare per l’occasione una grande festa.

Queste notizie, accanto alle più importanti corrispondenze di guerra, riguardanti l’avanzata dell’ottava armata nella vallata di Isernia e le operazioni sul fronte orientale, e ad un ampio resoconto sull’orribile massacro di popolazione inerme consumato dai tedeschi in Caiazzo, erano riportate in prima pagina dal periodico il Risorgimento, nel numero venti del 24 ottobre 1943, in un breve articolo intitolato Quando erano a Caserta. Come i generali tedeschi furono “sfrattati” dall’Aviazione Alleata. Scriveva il giornale: “Si apprende ora che a Caserta il Comandante della zona, Maggiore Waechter, che aveva il suo quartiere nell’ultra moderna Villa Palmieri, sul Corso Umberto, rimase “senza tetto” in seguito ai bombardamenti alleati. Il Waechter aveva un ricovero sotto la villa, profondo più di trenta metri, con luce elettrica e telefono. I Tedeschi abbandonarono al momento della ritirata, in quest’ufficio sotterraneo, una intera biblioteca da campo, che comprendeva molti libri di propaganda, molti attrezzi per uffici, ed anche una grande cassa piena di festoni, “Fabbricati in Germania”, per Natale. Secondo il custode della Villa, i Tedeschi avevano spesso parlato della grande festa che intendevano organizzare per Natale. Disse, “Essi mi davano l’impressione di essere certi di trovarsi a Caserta per Natale”. Anche il Gen. Conrath, comandante la divisione “Goering”, dovette abbandonare la sua “Villa Grazia” a Maddaloni in seguito ai bombardamenti alleati”.

memoriecasertane

Pubblicato da memoriecasertane

Studia alla facoltà di ingegneria, ma successivamente si laurea in scienze politiche alla Federico II di Napoli. Assunto alla Olivetti di Ivrea si interessa di organizzazione aziendale e in analisi del costo del lavoro. Giornalista pubblicista e fotografo, è originario di una nobile famiglia Casoriana appartenente al casato dei Casarusso. Spilla d'oro Olivetti è stato insignito della stella al merito del lavoro dal presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, Cavaliere della repubblica ed Ufficiale della Repubblica, vive e lavora a Caserta. Esperto di economia e strategia aziendali ha pubblicato per l'istituto tecnico industriale "Villaggio dei Ragazzi" il volume "Introduzione alla Vita d'azienda" 1973; "Le multinazionali verso un codice di condotta" 1979 ed è stato presidente del consorzio di Imprese Elinte scarl dalla sua nascita fino al 2002. Fonda e pubblica nel 1980 la rivista nazionale "Fotografia Comparata" a cui collaborano studiosi e docenti universitari. Nel 1988 registra al tribunale di Santa Maria Capua Vetere per la cooperativa "mediterranea" il quindicinale "il Corso" un periodico di attualità e di storia casertana. La Fiaf Federazione Italiana associazioni fotografiche lo nomina Benemerito della Fotografia Italiana, stesso attestato gli arriva dall'Anaf Associazione Nazionale Arte Fotografiche. Quale reporter realizza servizi per il quotidiano "il diario" sul terremoto del 1980 e successivamente è inviato al seguito del contingente Italiano In Libano nella missione di pace nel novembre del 1983 dove conosce Oriana Fallaci e l'attuale senatore Sergio De Gregorio allora free lance ed impegnato in un servizio per il settimanale "Oggi". Per il quindicinale di attualità e storia locale "il Corso", nato nel 1988, e per diversi giornali ha intervistato e fotografato molti personaggi di spicco della vita Italiana: dal critico d'arte Antonello Trombadori al pittore Remo Brindisi.. ed inoltre: il Filosofo Massimo Cacciari, Pino Rauti, Giulio Andreotti, Gianfranco Fini, l'attore Giancalo Giannini , il Pasquale Squittieri e tanti altri. Sue mostre personali di Fotografia sono state organizzate a Sorrento, Bergamo, Brescia, Ancona, Caserta, Napoli. Ha lavorato per "Napoli Notte", "il Diario", "il Giornale di Caserta" ed attualmente collabora per le pagine culturali ed attualità del quotidiano Corriere di Caserta. Ha pubblicato per il Corriere di Caserta a puntate la storia di Terra di Lavoro durante il fascismo da cui ha tratto il Dvd "Antonio Ricciardelli racconta".

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