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Bombardamento del 1943

27 agosto, I maestri del lavoro del CeSAF ricordano il 70° anniversario del bombardamento di Caserta.

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CASERTA – il 27 agosto ricorre  il 70° anniversario del più cruento bombardamento da parte delle forze alleate della città di Caserta.

Un evento che anche per la sua decennalità andrebbe ricordato almeno con una messa in suffragio per le oltre trecento vittime innocenti che le bombe alleate procurarono che,  sommate a quelle dei bombardamenti di Capua e Piedimonte Matese che avvennero successivamente superano di grande  lungo  i morti  delle rappresaglie tedesche.

Il Centro Studi ed Alta Formazione Maestri del lavoro d’Italia segnala alle istituzioni provinciale e locali  la ricorrenza e ricostruirà quei difficili giorni con l’inizio del nuovo anno scolastico  nell’aula magna del liceo Manzoni in collaborazione con la preside Adele Vairo. Sarà proiettato un filmato dell’Istituto Luce che documenta i danni arrecati alla stazione ferroviaria ed in altre parti della città.

Negli anni passati  l’evento veniva ricordato, grazie al suggerimento del presidente della società di Storia Patria Alberto Zaza d’Aulisio,  con il suono delle campane di tutte le parrocchie alle ore 12.00.  Si spera che i parroci continua a mantenere la tradizione.

Nelle  famiglie oggi saranno  in tanti gli anziani a ricordare quel tragico giorno ed commemorare i  morti.

A distanza di qualche settimana, il 16 e del 17 settembre dello stesso anno,  pochi giorni dopo lo sciagurato armistizio dell’8 settembre altri bombardamenti seminarono ancora lutti.

Il nove settembre  i bombardieri  americani si accanirono su Capua.

Nella  stazione ferroviaria vi trovarono  la morte molti ferrovieri. Una lapide ora ricorda quei caduti. Non fu risparmiata un’ala di palazzo reale come pure fu abbattuto parte del Liceo Giannone dove andarono dispersi un numero notevole di documenti della storica scuola. Le aule rimaste in piedi  furono usate successivamente per dare posto agli sfollati.

“I Casertani seppero affrontare con dignità la catastrofe – commenta Mauro Nemesio Rossi  presidete del CeSAF maestri del lavoro d’Italia – In mezzo a tanta devastazione pure si gridò al miracolo.  Appena dopo il passaggio dei bombardieri si vide  la statua di Sant’Anna spuntare intatta dal cumulo di macerie in cui era ridotta la sua chiesa.”

“Noi di Via Vico e di Piazza Ospedale non dimenticheremo quella visione irreale e tragica, ma consolatrice. – Raccontò molti anni dopo il parroco don Gabriele – Appena usciti, spauriti, dai rifugi ed inebetiti dallo spettacolo che avevamo sotto gli occhi: palazzi crollati, finestre e porte che pendevano su cardini divelti, vetri e macerie per ogni dove. Sant’Anna, lì, integra sulle macerie della sua chiesa, ci sembrava indicare che tutto non era perduto.”

Finita una tragedia arriva l’occupazione tedesca . “Dopo il bombardamento la paura si era trasformata in terrore e l’unico pensiero che assillava noi tutti era quello di scappare dalla città, scriveva Michele Diglio testimone oculare ed ospite nel convitto dei salesiani.  – Molti casertani trovarono rifugio nelle frazioni, dove, dopo l’8 settembre, furono raggiunti dal proclama del colonnello School che aveva chiamato in servizio obbligatorio tutti gli uomini, dalla classe 1910 alla classe 1925, per impiegarli nei lavori in città, ma quelli che incapparono nelle loro retate finirono deportati in Germania.”

 

Caserta 26 Agosto 2013

memoriecasertane

Pubblicato da memoriecasertane

Studia alla facoltà di ingegneria, ma successivamente si laurea in scienze politiche alla Federico II di Napoli. Assunto alla Olivetti di Ivrea si interessa di organizzazione aziendale e in analisi del costo del lavoro. Giornalista pubblicista e fotografo, è originario di una nobile famiglia Casoriana appartenente al casato dei Casarusso. Spilla d'oro Olivetti è stato insignito della stella al merito del lavoro dal presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, Cavaliere della repubblica ed Ufficiale della Repubblica, vive e lavora a Caserta. Esperto di economia e strategia aziendali ha pubblicato per l'istituto tecnico industriale "Villaggio dei Ragazzi" il volume "Introduzione alla Vita d'azienda" 1973; "Le multinazionali verso un codice di condotta" 1979 ed è stato presidente del consorzio di Imprese Elinte scarl dalla sua nascita fino al 2002. Fonda e pubblica nel 1980 la rivista nazionale "Fotografia Comparata" a cui collaborano studiosi e docenti universitari. Nel 1988 registra al tribunale di Santa Maria Capua Vetere per la cooperativa "mediterranea" il quindicinale "il Corso" un periodico di attualità e di storia casertana. La Fiaf Federazione Italiana associazioni fotografiche lo nomina Benemerito della Fotografia Italiana, stesso attestato gli arriva dall'Anaf Associazione Nazionale Arte Fotografiche. Quale reporter realizza servizi per il quotidiano "il diario" sul terremoto del 1980 e successivamente è inviato al seguito del contingente Italiano In Libano nella missione di pace nel novembre del 1983 dove conosce Oriana Fallaci e l'attuale senatore Sergio De Gregorio allora free lance ed impegnato in un servizio per il settimanale "Oggi". Per il quindicinale di attualità e storia locale "il Corso", nato nel 1988, e per diversi giornali ha intervistato e fotografato molti personaggi di spicco della vita Italiana: dal critico d'arte Antonello Trombadori al pittore Remo Brindisi.. ed inoltre: il Filosofo Massimo Cacciari, Pino Rauti, Giulio Andreotti, Gianfranco Fini, l'attore Giancalo Giannini , il Pasquale Squittieri e tanti altri. Sue mostre personali di Fotografia sono state organizzate a Sorrento, Bergamo, Brescia, Ancona, Caserta, Napoli. Ha lavorato per "Napoli Notte", "il Diario", "il Giornale di Caserta" ed attualmente collabora per le pagine culturali ed attualità del quotidiano Corriere di Caserta. Ha pubblicato per il Corriere di Caserta a puntate la storia di Terra di Lavoro durante il fascismo da cui ha tratto il Dvd "Antonio Ricciardelli racconta".

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