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Antonio Gava l’ultimo Ras

I ras degli anni settanta della politica Casertana

L’uomo ombra Antonio Gava

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CASERTA – Gli anni settanta del secolo scorso, a Caserta politicamente, sono stati caratterizzate da figure carismatiche che giravano tutte intorno alla Democrazia Cristiana. Terra di Lavoro era per tutti i partiti politici territorio di conquista per l’esistenza del collegio elettorale che comprendeva le province di Napoli e Caserta e dove immancabilmente  i candidati casertani si trovavano in una situazione di subalternità a quelli della vicina metropoli.

Da Enzo Scotti a Cirino Pomicino, e lo stesso Antonio Gava,  avevano le loro agguerrite squadre sul nostro territorio. In più svolgevano quel ruolo propositivo la dove la progettualità dei parlamentari casertani veniva meno.

Famosa la frase di Cirino Pomicino ad un congresso Dc Casertano. “Se non siete capaci di realizzare dei piani di sviluppo per la vostra provincia provvederemo noi”.

Unico a fronteggiare la situazione era l’on. Giuseppe Santonastaso che riusciva a sfidare i Napoletani in casa propria e raccoglieva sostanziali suffragi anche in provincia partenopea.

Non ha mai fatto breccia a Caserta e provincia Antonio Gava nonostante gli incarichi ministeriali.

Poche erano  le sue apparizioni quando portava nuove tesi per i congressi della Democrazia Cristiana dal palco del Cineteatro Patturelli nell’omonima via, ora abbattuto per fare posto alla speculazione edilizia.

Gava era il  punto di riferimento della corrente dorotea insieme a Forlani e Scotti. Un partito nel partito che per le sue peculiarità si spartiva  zone e competenze, perciò il ministro nella città vanvitelliana non aveva punti di riferimento visto che Caserta era zona del Enzo Scotti.  Un enclave nel regno dei morotei. Delle sue amicizie pericolose, non si era mai parlato, fin quando non arrivò il 1992 con tangetopoli e Gava fu travolto dai giudici insieme al suo partito.

 

“Posso dire poco di Antonio Gava – commenta Lello Menditto un baluardo della Democrazia Cristiana di Caserta – ero moroteo. Gava era figlio d’arte, perchè anche il padre era stato ministro, ma contrariamente ad altri che non sono stati in grado di emulare i loro predecessori, Antonio Gava fu un personaggio che seppe crescere di luce propria”.

 

Voluto dal ministro Enzo Scotti nel dicembre del 1987 presso il complesso Huston Hotel di Casagiove, oggi  ridotto ad un ammasso decadente senza futuro, si svolse un convegno a cui parteciparono i massimi esponenti della corrente dorotiana, con il testa il leader Arnaldo Forlani, l’on. Enzo Scotti, Antonio Gava ed l’onorevole Mancini. iI tema era il rilancio della provincia di Caserta e dell’intero Mezzogiorno. A mala voglia perché morotiano intervenne il presidente della provincia il compianto Renato Coppola.

Era il periodo in cui incominciava la deindustrializzaione del territorio. Si lanciò l’idea di fare di Terra di Lavoro una zona da adibire alla movimentazione delle merci e un bacino per delocalizzare da Napoli le industrie insalubri come le raffinerie. Non si fece più niente per la netta contrarietà dei morotei casertani che detenevano largamente la maggioranza nel partito.

In quel periodo la potenza dei Gava sembrava non dovesse crollare mai, ma c’era già una forte opinione pubblica che insinuava collusioni con la camorra napoletana. Un giorno del 1993 nella sua villa romana si presentò un maresciallo con in mano un avviso di garanzia per associazione mafiosa: un camorrista pentito lo accusava di aver protetto il boss Lorenzo Nuvoletta. I giudizi successivamente lo hanno assolto in pieno, ma la sua stella era decisamente tramontata insieme al suo partito.

 

manero

memoriecasertane

Pubblicato da memoriecasertane

Studia alla facoltà di ingegneria, ma successivamente si laurea in scienze politiche alla Federico II di Napoli. Assunto alla Olivetti di Ivrea si interessa di organizzazione aziendale e in analisi del costo del lavoro. Giornalista pubblicista e fotografo, è originario di una nobile famiglia Casoriana appartenente al casato dei Casarusso. Spilla d'oro Olivetti è stato insignito della stella al merito del lavoro dal presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, Cavaliere della repubblica ed Ufficiale della Repubblica, vive e lavora a Caserta. Esperto di economia e strategia aziendali ha pubblicato per l'istituto tecnico industriale "Villaggio dei Ragazzi" il volume "Introduzione alla Vita d'azienda" 1973; "Le multinazionali verso un codice di condotta" 1979 ed è stato presidente del consorzio di Imprese Elinte scarl dalla sua nascita fino al 2002. Fonda e pubblica nel 1980 la rivista nazionale "Fotografia Comparata" a cui collaborano studiosi e docenti universitari. Nel 1988 registra al tribunale di Santa Maria Capua Vetere per la cooperativa "mediterranea" il quindicinale "il Corso" un periodico di attualità e di storia casertana. La Fiaf Federazione Italiana associazioni fotografiche lo nomina Benemerito della Fotografia Italiana, stesso attestato gli arriva dall'Anaf Associazione Nazionale Arte Fotografiche. Quale reporter realizza servizi per il quotidiano "il diario" sul terremoto del 1980 e successivamente è inviato al seguito del contingente Italiano In Libano nella missione di pace nel novembre del 1983 dove conosce Oriana Fallaci e l'attuale senatore Sergio De Gregorio allora free lance ed impegnato in un servizio per il settimanale "Oggi". Per il quindicinale di attualità e storia locale "il Corso", nato nel 1988, e per diversi giornali ha intervistato e fotografato molti personaggi di spicco della vita Italiana: dal critico d'arte Antonello Trombadori al pittore Remo Brindisi.. ed inoltre: il Filosofo Massimo Cacciari, Pino Rauti, Giulio Andreotti, Gianfranco Fini, l'attore Giancalo Giannini , il Pasquale Squittieri e tanti altri. Sue mostre personali di Fotografia sono state organizzate a Sorrento, Bergamo, Brescia, Ancona, Caserta, Napoli. Ha lavorato per "Napoli Notte", "il Diario", "il Giornale di Caserta" ed attualmente collabora per le pagine culturali ed attualità del quotidiano Corriere di Caserta. Ha pubblicato per il Corriere di Caserta a puntate la storia di Terra di Lavoro durante il fascismo da cui ha tratto il Dvd "Antonio Ricciardelli racconta".

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